COMUNICATO STAMPA 4 novembre 2011 - TFA
Dopo un'attesa lunga quasi un mese, oggi, sul IlSole24Ore, sono stati dichiarati i numeri di posti per le lauree magistrali e per i Tirocini Formativi Attivi (TFA). Ancora una volta dobbiamo constatare, con dispiacere e grande apprensione, che né il Ministro né il Governo hanno tenuto fede alla parola data, smentendo clamorosamente gli impegni assunti. Secondo quanto assicurato con comunicato stampa (10 settembre scorso) i numeri di posti avrebbe dovuto essere pari all'incrocio tra il fabbisogno di insegnanti e l'offerta dell'università: il risultato è invece di molto inferiore allo stesso fabbisogno. Nella più ferrea obbedienza ai dettami sindacali, dopo la riunione che si è svolta ieri tra il capo dipartimento del Ministero dell'Istruzione Giovanni Biondi e i sindacati CGIL CISL e UIL, sono stati comunicati i dati con intervista di Biondi a Il Sole 24 ore apparsa oggi.
Nello specifico per le lauree magistrali si passa da un fabbisogno di 2.493 di a 2.487, a fronte di un'offerta degli atenei di 6.046 posti; per il TFA I grado (sempre per l'abilitazione alle medie) il dato è equivalente al fabbisogno di 4.626 a fronte però di un'offerta degli atenei di 7.239). Sconcertanti i dati sul TFA di II grado: a fronte di un'offerta annua degli atenei di 19.125 il Ministero avrebbe deciso di concedere appena 5659 posti. Insomma molti meno di quelli promessi nel suddetto e dimenticato comunicato stampa del 10 settembre 2011, che annunciava non solo 13 mila posti per il TFA transitorio, ma prometteva di considerare anche l'offerta formativa delle università, che, al 7 ottobre, era pari a 32.410 (fonte: IlSole24Ore).
La proposta del MIUR è semplicemente irricevibile.
Il Ministero si muove come se niente fosse mai accaduto, dimostrando una manifesta indifferenza per le esigenze dei giovani e un ostentato disprezzo per i dati forniti dalle università, le quali sono state, nella fattispecie, praticamente dileggiate (leggi: "prese per i fondelli"), private di qualunque margine di proposta e di decisione autonoma. Insomma, del modo di agire del Ministero ci sconcerta la miopia, l'inaffidabilità, la costante arbitrarietà, l'assoluta mancanza di criteri obbiettivi e trasparenti, il modo di procedere disinvoltamente manipolatorio, con la sola preoccupazione di non dispiacere a certe (presunte o reali) volontà sindacali, di nuocere il meno possibile alle rendite di posizione.
Presidente nazionale del CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio)